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La domanda che ricevo più spesso, prima di una prima consulenza, è questa: "Ma cosa facciamo esattamente?"

È una domanda giusta. Perché "fare una lettura dei Tarocchi" può significare cose molto diverse. E quello che succede in una mia sessione non assomiglia a quello che la maggior parte delle persone si aspetta.

Non è una previsione. Non è terapia.

Partiamo da quello che non è. Non ti dico cosa succederà. Non interpreto sogni. Non lavoro con l'inconscio nel senso psicologico del termine. Non ti do consigli su cosa fare.

Una sessione con i Tarocchi di Marsiglia è uno spazio in cui osservi. Osservi quello che stai già facendo, quello che stai evitando, il punto preciso in cui la situazione si blocca. Le carte non inventano nulla. Rendono visibile quello che è già in movimento.

Come inizia una sessione

Prima di iniziare, ti chiedo una cosa sola: la domanda. Non dieci. Non "il contesto". Una domanda precisa, su una cosa precisa.

Questo non è un dettaglio tecnico. È il punto di partenza di tutto. Perché la qualità della lettura dipende dalla qualità della domanda. Non nel senso che esistano domande giuste o sbagliate — ma nel senso che una domanda vaga produce una lettura vaga. Una domanda precisa produce una lettura che taglia.

Non cerco di capire "tutto di te". Cerco il punto esatto in cui qualcosa non si muove.

Cosa succede durante la lettura

Stendo le carte secondo la Stesura Mandala — una struttura dinamica che si costruisce intorno alla domanda, non uno schema fisso. Le carte non vengono interpretate una per una in modo isolato. Vengono lette in relazione: cosa dice questa carta rispetto a quella, dove si crea tensione, dove si apre uno spazio.

Non lavoro con significati fissi o predefiniti. Ogni carta ha un campo di senso. Quello che emerge dipende dal contesto, dalla posizione, da come si relaziona con le altre. Per questo la stessa carta può dire cose molto diverse in letture diverse.

Il momento in cui qualcosa si vede

C'è quasi sempre un momento, durante la sessione, in cui qualcosa si ferma. Non perché sia drammatico. Ma perché è preciso. Qualcosa che stavi girando intorno smette di girare e si mostra per quello che è.

Quel momento non è la fine della sessione. È il punto da cui parte il lavoro vero.

Cosa porti via da una sessione

Non porti via una risposta definitiva. Non porti via una certezza su come andrà. Porti via un punto fermo — qualcosa che hai visto e che non puoi più fingere di non aver visto.

A volte è scomodo. Spesso è sollevante. Quasi sempre è più semplice di quello che ti aspettavi — non nel senso che la situazione sia semplice, ma nel senso che il nodo è più preciso di quanto pensassi.

Quanto dura e come si svolge

Le sessioni si svolgono in video chiamata. La durata varia in base al tipo di consulenza che scegli: dai 20 minuti del Responso fino all'ora della Svolta Immediata. Le Chiavi di Nascita sono l'unica consulenza che non si svolge in video — ricevi un documento scritto via email.

Non è necessaria nessuna preparazione particolare. Non devi "aprire la mente" o "credere nei Tarocchi". Devi avere una domanda vera e la disponibilità a guardare quello che emerge, anche se non è quello che speravi. Se vuoi arrivare con più chiarezza, leggi come prepararsi a una consulenza.

Domande frequenti sulle sessioni

Devo credere nei Tarocchi per fare una consulenza?

No. Non è richiesta nessuna credenza. È richiesta la disponibilità a osservare quello che emerge senza scartarlo a priori.

Posso fare una sessione se non ho mai fatto una lettura prima?

Sì. Non serve esperienza precedente. Serve una domanda precisa su una situazione reale.

Cosa succede se non ho una domanda chiara?

Ti aiuto a formularla prima di iniziare. Ma è importante che la domanda venga da te — non posso sceglierla al posto tuo.

Posso registrare la sessione?

Sì, puoi registrare la video chiamata per uso personale. Ti consiglio di farlo: alcune cose si sentono diversamente quando le riascolti.

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